La polizia trovò il cadavere del presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, in una Renault 4 in via Caetani a Roma. Fu l’inizio della fine di tutta una generazione politica, quella dei padri della Repubblica, degli ultimi custodi dello spirito costituente. Fu il tragico fallimento di una cultura che allo stesso Moro faceva capo, quella del compromesso storico. La conventio ad excludendum nei confronti del più grande partito comunista d’occidente sarebbe cessata. Il Pci avrebbe perso il suo carattere intrinsecamente antisistemico con il più che probabile ingresso nelle successive coalizioni di governo. Tutto questo se una minoranza armata, solidamente ancorata ad una sottocultura che alimentava il fenomeno terroristico con i suoi valori deteriori rispetto alle conquiste economiche e sociali della democrazia rappresentativa, non avesse portato “l’attacco al cuore dello Stato”. Il 9 maggio è la giornata dedicata alla memoria di tutte le vittime del terrorismo, di quelle innocenti, anche se nella logica barbara di chi antepone l’idea al valore della persona umana non esistono vittime innocenti, e di coloro che hanno pagato un prezzo altissimo, il più alto, per la libertà di tutti. Dei loro meriti spesso ci gloriamo senza aver appreso fino in fondo la lezione.
- Pink Floyd, The Great Gig In The Sky -



