Vincere

La vicenda di Ida Dalser e Benito Albino, nato dal legame della donna con Benito Mussolini, si presta ad una ricostruzione cinematografica, da un inedito punto di vista, delle origini del fascismo. A questo scopo, Marco Bellocchio s’affida a due mostri di bravura. Nei panni di Ida è Giovanna Mezzogiorno. In quelli di Mussolini e dello stesso figlio, Benito Albino, Filippo Timi. I due fanno parte di una leva d’interpreti che riporteranno, se non l’hanno già fatto, il nostro cinema ai massimi livelli internazionali. La storiografia detta la trama di un film lirico ai limiti del melodrammatico. L’anatomia del dittatore s’arricchisce d’una pagina da princpio stralciata dal libro della memoria collettiva. Il regista di Buongiorno, notte s’incarica di amplificarne l’eco attraverso un lavoro che rivela un animo, il suo, ancora in rivolta nonostante l’età. Voto 8.

2 Risposte a “Vincere”

  1. Franca Dice:

    Semplicemente uno dei più bei film che ho visto quest’anno. Semplicemente una delle migliori crasi tra finzione (la parte recitata) e reltà (i filmati dell’istituto luce) che ricordi (pur ammettendo la mia “ignoranza cinematografica”). Preciso anche, per chi non lo sapesse, che Timi è balbuziente e che questo suo difetto non solo non traspare, ma l’attore nel film è semplicemente perfetto. Una storia terribile, come qualcuno ha già detto il film più antifascista della storia, e ben venga! Ancora una volta è dimostrata l’arte di Bellocchio, del suo stile descrittivo a limite dell’onirico, del folle. Mi butto, voto 9! Antò, bella recensione!

  2. Antonio De Rose Dice:

    Grazie, ohi co’.

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