Il film, diretto da Ron Howard e basato sull’omonimo romanzo di Dan Brown, è evocativo d’un clima che la cristianità ha conosciuto di recente a seguito della scomparsa di Giovanni Paolo II. Smarrita senza la sua guida, incerta sul futuro della Chiesa, la comunità dei fedeli si stringe attorno ai porporati riuniti in Conclave per eleggere il nuovo Sommo Pontefice. In questo contesto si colloca il mistero di un’antica confraternita di scienziati e artisti perseguitati dalla Chiesa perchè in contrasto con il dogmatismo religioso e intenzionati a sfruttare la sede vacante per sovvertire l’ordinamento ecclesiastico dall’interno. Il protagonista è, ancora una volta, il professor Robert Langdon (Tom Hanks), coadiuvato nella sua spericolata indagine dalla dottoressa Vittoria Vetra (Ayelet Zurer) e dall’ispettore Olivetti (Pierfrancesco Favino). Ewan McGregor si distingue nei panni del personaggio chiave del thriller, il mons. Camerlengo Carlo Ventresca. Il film è avvincente. Non lo iscriverei in una letteratura anticristiana, neppure anticattolica. Il complottismo di Brown, le sua dietrologia, non intaccano minimamente la religione, anzi. L’autore recupera un concetto caro a Galilei, che non esiste vera contraddizione tra scienza e fede, tra sacre scritture e leggi fondamentali della natura, per concludere, un po’ banalmente, che la fede è un dono e non tutti lo ricevono. Voto 7.
- Hanz Zimmer, Chevaliers de Sangreal -



Giugno 7, 2009 alle 11:34 pm |
Film avvincente, anche se un camerlengo ex militare, esperto in guida di elicotteri e in pararacadutismo, caparbio nell’arte del combattimento e capace di raggiungere livelli epici auto marchiandosi e addirittura bruciandosi vivo devo dire che ancora adesso mi lascia perplesso!!
Ciao Totò!!!
Giugno 8, 2009 alle 8:56 am |
Caro Beppe, ho scritto che è avvincente, non verosimile. Se no gli avrei dato 8. Grazie per il commento. Ciao, Giuse’!
Giugno 8, 2009 alle 7:40 am |
Si, Beppe… è stato un pò il film dei factotum, erano tutti espertissimi di qualunque arte, scienza, disciplina ginnica.
A parte questo, però, il film ha un bellissimo ritmo, è ambientato in Italia, e vedere Roma in tutta la sua magnificenza, per un italiano che si appresta a fruire di una grande produzione americana, emoziona anche un pò. Perfettamente riprodotta è poi la Città del Vaticano, poichè quest’ultima, come era scontato, non ha dato il consenso per effettuare le riprese all’interno della Santa Sede. Ed anche lì, Ron Howard ci apre un mondo segreto, dove il fedele, l’uomo comune, non trova accesso, e ci mostra tesori, opere d’arte e letterarie monopolizzate dalla Chiesa (come ad esempio, i manoscritti originali di Galileo Galilei), le sue tradizioni e procedure che ai nostri occhi appaiono bizzarre ed anacronistiche, i suoi intrighi, più o meno veritieri.
Ma “la religione è imperfetta, perchè l’uomo è imperfetto”.
Altra nota di merito, il cast.
Voto 7 e 1/2