Caccia all’ultimo voto, ma l’elettore non è un tordo

E’ il secondo giorno di elezioni. Si vota per il Parlamento europeo e le amministrative. Faccio parte della circoscrizione Italia Meridionale e del colleggio provinciale Cosenza I. Sono iscritto nella lista elettorale della Sezione n. 7 istituita presso la scuola elementare di Donnici in via ex provinciale, 84. Mi reco al seggio intorno alle 10 e 30. A presidiarlo trovo due candidati al consiglio provinciale collegati al presidente della giunta uscente. La loro presenza, come quella di altri candidati in passate tornate elettorali, mi disturba molto. Avvicinare i cittadini mentre si stanno recando alle urne è inutile e di pessimo gusto: l’elettore non è un tordo bottaccio che puoi prendere al passo. La “guardia” che alcuni montano al seggio non è necessaria: l’incaricato dell’ordine pubblico è il presidente del seggio che dispone delle forze di polizia in caso di incidenti relativi alle operazioni di voto. Pur se non sono in grado di intimidire nessuno, certi candidati farebbero bene ad essere più discreti e tenere un contegno diverso, più sobrio. Il seggio non è un mercato, un luogo di pubbliche relazioni, ma l’ufficio fondamentale di ogni democrazia.

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