Referendum, tre volte Sì

Prima di tutto i quesiti. Il primo è relativo al premio di maggioranza nazionale per la Camera dei deputati: vince il premio, che garantisce 340 seggi, la lista che ottiene più voti. Il secondo è relativo al premio di maggioranza regionale per il Senato: vince il premio regionale, che garantisce il 55% dei seggi della Regione, la lista che ottiene più voti. Sia il primo che il secondo quesito sono per l’abolizione delle coalizioni di liste. Con la legge attualmente in vigore, infatti, il premio di maggioranza va, in alternativa, alla lista più votata o alla coalizione di liste. Il terzo quesito è per l’abrograzione delle candidature multiple: la possibilità per lo stesso candidato di presentarsi in più di una circoscrizione.

Vado a votare perchè non mi aspetto che questo parlamento faccia una legge elettorale nuova e rispondente alle esigenze di governabilità e rappresentatività. Non credo che dal referendum scaturisca la migliore delle leggi elettorali e neppure una buona legge, ma che sarebbe migliore di quella in vigore. La quale non risolve affatto il problema della frammentazione partitica, penalizzando solo i partiti minori che decidono di non coalizzarsi, mentre aumenta in modo preoccupante il “potere di ricatto” di quei partiti che proprio attraverso le coalizioni di liste riescono a superare lo sbarrammento e a partecipare alla ripartizione dei seggi da premio di maggiornaza. Penso alla Lega, che in questo primo anno di legislatura ha pesantemente condizionato l’agenda del governo.

Personalmente sono favorevole ad un sistema solo tendenzialmente bipartitico, ad un multipartitismo moderato in cui non più di due, tra gli altri, dovrebbero essere i partiti rilevanti ai fini della formazione di un governo. Le coalizioni aumentano il costo della decisione politica e pregiudicano il rendimento del sistema parlamentare e della stessa democrazia. E’ chiaro che alcune circostanze richiedono, impongono, governi di coalizione, di solidarietà nazionale, ma la regola, a mio avviso, dovrebbe essere quella del governo di partito. Il cosiddetto «porcellum» è una legge sostanzialmente maggioritaria che conserva, però, i limiti di una ripartizione dei seggi proporzionale. Il referendum non fa altro che correggerla in questo come in un altro aspetto patologico, quello delle candidature multiple. La facoltà per lo stesso candidato di presentarsi in più circoscrizioni falsa la competizione elettorale e risponde alla stessa logica, non democratica, del metodo di scelta dei parlamentari in vigore dal 2005: la cooptazione.

Per questi motivi voterò tre volte Sì.

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