Lodo Alfano, la Consulta non deve temere, di eversivo c’è solo il premier

Mentre scrivo si tiene l’udienza pubblica della Corte Costituzionale avente ad oggetto, tra le altre cause a ruolo, le disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle più alte cariche dello Stato. Per la prossima settimana è atteso il giudizio di legittimità costituzionale della legge 23/07/2008 n. 124 (c.d. Lodo Alfano).

Personalmente apprezzo l’esigenza di sottrarre i soggetti che rivestano la qualità di Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e di Presidente del Consiglio dei Ministri all’azione penale obbligatoria, dalla data di assunzione della carica e fino alla cessazione dalle relative funzioni. Dove ritengo violato il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, perciò ne auspico la censura, è nella previsione che una tale disciplina si applichi ai procedimenti penali in corso.

Uno scudo processuale, da adottare con legge costituzionale, dovrebbe impedire che il processo si tenga se l’indagato riveste un’alta carica istituzionale, dunque che lo stesso indagato diventi imputato, rinviando l’esercizio dell’azione penale, invece di stroncarla nel pieno del suo svolgimento. Il Cav. era imputato di reati gravi già prima che fosse incaricato di formare il nuovo governo. Ma il Lodo Alfano è stato cucito addosso alla persona di Silvio Berlusconi, alla vigilia della sentenza di primo grado per corruzione in atti giudiziari nell’ambito dei processi sulle tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian.

Nelle ore che hanno preceduto la riunione plenaria della Consulta, il lavoro dei giudici costituzionali è stato caricato di un significato politico che non ha, nè può avere. La Corte giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi, non deve temere che una sua pronuncia modifichi gli equilibri politici. Il presidente del Consiglio ha minacciato elezioni anticipate se il Lodo Alfano fosse giudicato illegittimo e il Pdl evoca «piani eversivi» contro il Governo. Ma di eversivo c’è solo l’atteggiamento del premier.

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il cannocchiale

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