The Iron Lady

Nata Roberts, la famiglia dedita al commercio, il padre sindaco conservatore di Grantham. Una laurea in chimica ad Oxford. Le sue idee da subito urtano lo statalismo dei Tories. Eletta ai Comuni nel 1959, nel ‘75 diventa leader dell’opposizione al governo laburista di James Callaghan, incapace di governare la crisi economica e di moderare il radicalismo dei sindacati. Dal 1979, per undici anni e mezzo, è Primo ministro. Varca il celebre portone di Downing Street parafrasando S. Francesco, ma i suoi tre mandati consecutivi non saranno all’insegna dell’ecumenismo.

La signora Tatcher intende riscattare la Gran Bretagna dal declino, senza compromessi. La questione sociale esplode quando il più vasto programma di privatizzazioni e liberalizzazioni che l’Europa ancora conosca determina lo smantellamento dell’apparato economico pubblico e l’abdicazione dell’industria britannica alla manodopera straniera. I sindacati si oppongono, il governo non tollera i picchetti, la polizia reprime duramente la contestazione. Vince lei.

Maggie non cede neppure alle pretese autonomistiche dell’IRA: nel 1981 lascia che dieci terroristi muoiano di fame protestando il loro status di prigionieri politici, nel ‘84 sopravvive a un attentato alla sede del congresso di Brighton. Nel 1982 l’Argentina occupa le isole Falkland, la Lady di Ferro invia una task force contro il parere dei suoi ministri e dell’alleato americano. Riconquista l’arcipelago eccitando un patriottismo degno di una potenza imperiale.

Nel ultimo mandato si oppone all’avanzamento del processo di integrazione economica e soprattutto monetaria dell’Europa. L’imposizione della odiosa “poll tax” accelera la caduta della leadership politico-partitica della Tatcher. Ma la sua impronta non passa. Dura nella politica d’oltremanica. Lo stesso Blair si guarderà bene dal ripudiare l’assetto che il tatcherismo conferisce all’economia britannica. “Ci odieranno oggi ma ci ringrazieranno per generazioni – e guai a voi, cari colleghi, se tutto ciò cui pensate è la rielezione”.

Al cinema ci vado da anni con la stessa compagna. Poche volte l’ho vista attenta, interessata, soprattutto ammirata come sabato. Da Meryl Streep, dalla sua capacità di dar forma al personaggio che interpreta, reale o immaginario non importa. La sensazione è che reciti se stessa, creatività e ispirazione sono senza eguali. Il talento risalta anche grazie alla scelta degli scrittori di adottare un punto di vista interno per il racconto della vicenda umana di Margaret Tatcher. Voto 7,5.

Una Risposta

  1. Bel film, opinabile la carriera politica della lady di ferro,soprattutto le sue scelte impopolari e antisindacali, assolutamente non in discussione la migliore attrice di tutti i tempi. Non so dire altro su di lei! Voto 7 meritatissimo!

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