di Nicola Scirchio
Materiale radioattivo proveniente da mezza Europa smaltito negli abissi silenziosi del Mediterraneo dalla mano assassina della ‘ndrangheta e il nulla osta di chissà quanti politici italiani. Chi sono i nemici della manifestazione del 24 ottobre? Quanti nemici ha la società civile calabrese scesa in piazza ad Amantea? Vogliamo i nomi dei responsabili e vogliamo rivolgere una semplice domanda ai boss che hanno escogitato il piano suicida: cui prodest?
Legambiente, sulla base dei dati della Direzione Investigativa Antimafia, ha stilato un elenco di affondamenti sospetti avvenuti nel Mar Mediterraneo tra il 1979 ed il 2001. Sarebbero ben 88 le navi in questione: dalla “ASO” affondata a largo di Locri (RC) il 17 maggio 1979 carica di solfato ammonico, alla “City of Hidrya” colata a picco il 26 settembre 2000, passando per un altro celebre caso, quello della “Cunsky”, inabissatasi nel 1991 davanti la costa di Cetraro (CS) e recentemente individuata grazie alle indicazioni del pentito Francesco Fonti.
Lungo la costa del tirreno cosentino l’incidenza dei tumori è elevatissima: Scorie nel mare, nelle montagne di Serra d’Aiello, nel fiume Oliva, nel cemento delle scuole di Crotone. La ferocia dei boss calabresi spaventa, ma non tanto quanto la loro stupidità; per un pugno di lire hanno avvelenato il mare in cui i loro figli fanno il bagno, hanno reso radioattiva la terra in cui loro stessi vivono. Contro l’idiozia di questa gente, contro l’irresponsabilità dei politici e contro chi smaltisce illegalmente i rifiuti pericolosi è scesa in piazza la gente comune calabrese.
Associazioni ambientaliste, pescatori, sindaci, studenti, genitori hanno voluto finalmente alzare la voce e chiedere trasparenza e giustizia. Il tempo incerto non ha fermato i circa 20 mila manifestanti radunatisi sul lungo mare intitolato per l’occasione al comandante di fregata della capitaneria di porto di Reggio Calabria Natale De Grazia, morto misteriosamente nel 1995 mentre indagava sullo strano spiaggiamento della Jolly Rosso avvenuto a Formiciche, nei pressi di Amantea.
Il corteo ha attraversato i caratteristici corsi del centro marinaro scandendo slogan come «Affondiamo la ‘ndrangheta», «La Calabria non è una discarica», «Riprendiamoci la vita, vogliamo la Calabria pulita», «Via i veleni», «Fuori la verità». La protesta della gente comune non si fermerà sulle coste cosentine, è già in programmazione, infatti, una nuova e più imponete manifestazione che presumibilmente porterà a Roma migliaia e migliaia di cittadini. Il nostro dovere, se amiamo la nostra Regione, è quello di partecipare.
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Pubblicato da Antonio De Rose
Pubblicato da Antonio De Rose
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Se la cassiera di un supermercato va in difficoltà, quando ad esempio non riesce a smaltire la coda dei clienti che si forma all’ora di massima affluenza, quando non può occuparsi delle operazioni di cassa e insieme imbustare i prodotti, allora che fa? Tira fuori la bacchetta magica? Non proprio. Afferra il microfono vicino a lei e, nella concitazione del momento, scandisce una formula, una specie di motto che origina da un movimento sociale: l’alleanza universale tra le cassiere e i commessi. Non ha ancora finito di pronunciare quella frase consacrata dall’uso nei supermarket di tutto il Mondo, che dai reparti si fiondano verso le uscite dei ragazzi in camice, i quali convalidano con il loro decisivo apporto, una volta di più, quell’intesa. Provo invidia per la solidarietà che salva la nostra cassiera nei suoi momenti di crisi. Quante volte siamo messi alle corde da circostanze avverse, da bizzarre trame della vita, senza aver alcuna via d’uscita? Quante volte vorremmo urlare anche noi come fanno loro: “un ragazzo alle casse, per favore”?
Il passaggio dal T68i all’E66 ha suscitato in me, persino nei miei amici, una grande malinconia. Non l’avrei detto. Abbiamo ricordato l’episodio del Beat quando, per passarlo a Francesca, il cellulare cadde in un boccale di birra. Solo la grande qualità di fabbricazione permise al mio vecchio telefono di sopravvivere. Mai un problema in cinque anni di onorato servizio. Dimensioni ridotte, design curato, grande autonomia, connettività ancora superiore a quella degli attuali “entry level”. Tutto passa. Sempre nuove sfide si affacciano all’orizzonte. Non potevo lasciare che il mio fedele compagno morisse così, sopraffatto da un progresso tecnologico che non conosce sosta, senza fare nulla. Allora dalla fortezza della scienza, come 

Oggi a Cosenza ricorre la festa cosiddetta “del patrocinio”, in onore della Madonna del Pilerio. Il 12 febbraio del 1854 la Calabria fu interessata da un rovinoso sisma che risparmiò, tuttavia, il capoluogo bruzio. Questa circostanza è una delle attribuzioni miracolose della “guardiana” della città; l’altra è la regressione della peste del 1567 dopo la comparsa di un bubbone sull’icona che rappresenta la Vergine. Mi sono unito alla tradizionale processione: da piazza Duomo a piazza Duomo passando per le vie del centro. Monsignor Nunnari, arcivescovo metropolita di Cosenza-Bisignano, ha indetto per oggi una giornata di preghiera per Eluana Englaro e l’istituzione di un fondo di solidarietà di 100.000 euro per casi urgenti nell’ambito delle attività della Caritas diocesana. Ci sono andato da cristiano e kantiano. Le due cose stanno perfettamente assieme. Ci sono andato riconoscendo la saggezza della rivelazione e il suo vantaggio per la mia specie. Ci sono andato persuaso della verità che la persona è centro dell’universo. Ci sono andato convinto che ad Udine una persona viva sia morta con dignità, che nella sua camera non sia stato definito un nuovo concetto di vita e di morte contrario all’insegnamento cristiano.


