Parla alla sua gente

Luglio 23, 2008

Non è il Bossi pensiero a preoccuparmi, né i suoi gestacci, le sue volgari esternazioni, sue e dei suoi sodali. In un paese normale, quando i simboli costitutivi dell’unità nazionale sono vilipesi da un ministro della Repubblica, quel tale non può restare al suo posto. Di questo sono preoccupato. Mi turbano i suoi alleati che per giustificarlo dicono: “ma parla alla sua gente”; e tutte quelle forze politiche che a corrente alternata lo criticano e poi lo rivalutano. Sono sconcertato dalla qualità del suo elettorato che per opinione consapevole e informata ovvero per bisogno identitario, di appartenenza, ne alimenta da due decenni a questa parte una specie di mito. A quasi centocinquanta anni dall’unità d’Italia, non si vede ancora la fine della questione meridionale - nel frattempo si è fatta strada la cosiddetta “questione settentrionale” - e il nation building, la coerente definizione di un’identità nazionale italiana, è ostacolato proprio là dove tutto ha avuto inizio.


Contrappassi

Luglio 15, 2008

E’ l’ultimo segretario del Partito socialista italiano. Venne dopo Benvenuto, soprattutto dopo Craxi, suo avversario nella battaglia interna per traghettare il partito fuori dalle acque melmose di Tangentopoli. Curò la liquidazione del Psi, avvenuta il 13 novembre 1994. Da circa un anno era cominciata la diaspora socialista che sul piano formale si è conclusa con la Costituente dello scorso 4-6 luglio. Nel Ps non c’è, ha optato per il Pd di Veltroni. Ho sempre stimato Del Turco e la notizia del suo arresto mi addolora. E’ incredibile. Una carriera intonsa dal punto di vista giudiziario, il gesto compiuto non appena eletto alla segreteria del Psi di bruciare la busta contenente gli estremi dei conti esteri del partito che Craxi gli aveva lasciato. L’accento posto sulla questione morale nel periodo di maggior vigore del craxismo: il sindacalista della Cgil al cospetto degli yuppies del garofano, di quei socialisti “rampanti” che sposarono uno stile di vita distante dallo stereotipo dell’uomo di sinistra e dallo stesso modo di vita borghese. Siamo di fronte ad un contrappasso che spero non pregiudichi l’equilibrio di una persona che ancora si presume innocente.

A proposito della rinnovata tensione fra politica e magistratura segnalo questo articolo di Peppino Caldarola apparso oggi sul Riformista.


Invasioni, La Linea e il pudore della morte

Luglio 14, 2008

Sabato sera nella Villa Vecchia di Cosenza le bancarelle di Invasioni, evento di cultura scaduto a sottospecie di sagra paesana, offrivano tra le altre cose t-shirt con impresse immagini di serie animate particolarmente in voga negli anni ‘80. Da Pollon a Rocky Joe, dai Muppets a La Linea di Osvaldo Cavandoli, vero beniamino di Nic che si è subito vestito del suo personaggio preferito imitandone la parlata incomprensibile. Mentre ricordavo il cartone ho detto: “…l’animatore è scomparso poco tempo fa…”. Francesca mi ha fatto subito notare che invece di “è morto” ho detto proprio “è scomparso”, adoperando un’immagine che di solito rinveniamo nel linguaggio pubblicistico. Sui giornali, specie quando i titoli si riferiscono a personaggi pubblici, quasi mai si scrive “è morto”, più spesso si usa l’espressione “è scomparso”. Io penso che il ricorso a formule sobrie come “si è spento” o “se n’è andato” esprima proprio l’accettazione, la razzionalizzazione, di un evento esiziale, in una visione secolare della vita, come la morte. Nic pende più verso la considerazione di certi atteggiamenti come banalmente consolatori e, in definitiva, ipocriti. Ad ogni modo ammetto che se si fosse trattato di uno qualsiasi avrei detto semplicemente “è morto”, siccome si trattava di Osvaldo Cavandoli ho detto “è scomparso”. La nostra lingua è bella, e difficile, per l’intercambiabilità dei vocaboli, per l’assortimento degli usi e dei significati propri di uno stesso termine. Perchè, mi domando, “morte” deve fare eccezione? L’Elefantino spiegherebbe tutto con la “necrofilia secolarista” che sul piano etico giustifica la morte per fame e sete della Englaro. Naturalmente il piano della nostra conversazione è diverso, meramente linguistico. Io non penso che Nic sia un necrofilo solo perchè a lui non piacciono tanti giri di parole, per cui se uno è morto è morto, non è “tornato alla casa del Padre”. Allo stesso modo, però, non scambio il pudore, il rispetto della sensibilità altrui, con il timore della morte. Per me non è più dignitoso per il morto dire, appunto, che è morto piuttosto che defunto, scomparso. Sbaglierò, ma “morte” porta in sè l’idea di fine e un cristiano, adulto o infante che sia, a quell’idea non è affatto rassegnato.

P.S. La sera, pure volendo, non riusciamo proprio a parlare di cagate.


Giustizia, serio

Luglio 11, 2008

In questo articolo apparso ieri sul Corriere della Sera Marzio Breda, quirinalista del quotidiano di via Solferino, rende un po’ di giustizia al presidente Napolitano che in una fase così delicata della vita pubblica ha operato con grande senso delle istituzioni come si conviene all’alta carica.


Musica, Sabato e Domenica

Luglio 7, 2008

Sabato. Me ne ha parlato Franca, passavano la sua canzone nel locale dove abbiamo trascorso la serata. Oggi finalmente l’ho ascoltata, Giusy Ferreri. Nella classifica dei dischi più venduti in Italia, ha scalzato dal primo posto niente meno che i Coldplay. France’, hai ragione, d’impulso uno pensa subito: è la Amy Winehouse de’ noantri. Ma forse siamo ingenerosi, la ragazza ha talento anche se Non ti scordar mai di me non è proprio originale.

Ieri. Un Sioux - paninazzo del Free pub, ndr - mi è quasi finito di traverso quando le mie povere orecchie hanno udito questa versione punk-rock di un celebre successo degli Smiths, This Charming Man. Loro sono i Death Cab For Cutie, band statunitense di Washington.


Finale, secondo giorno… Ho vinto!

Giugno 26, 2008

Silva (autore dello 0-3 in Russia vs Spagna) mette il sigillo ad una prestazione che vale il successo della mia squadra nel fantacalcio dei Comparucci, speciale Europei. Dopo la vittoria nell’edizione mondiale, ancora un alloro che arricchisce il mio personale palmares. Qui il tabellino dell’incontro.

Fantaeuropei: Finale
Squadra: Antonio De Rose

– Titolari –
P LEHMANN Jens (Germania) R8
D CAPDEVILA Joan (Spagna) R5
D IGNASHEVICH Sergei (Russia) R4
D LAHM Philipp (Germania) R6
D SABRI SARIOGLU (Turchia) R7
C ALTINTOP Hamit (Turchia) R3
C SCHWEINSTEIGER Bastian (Germania) R2
C SILVA David Jimenez (Spagna) R1
A FERNANDO TORRES Jose Sanz (Spagna) R9
A PAVLYUCHENKO Roman (Russia) R11
A PODOLSKI Lukas (Germania) R10
– Riserve –
P ENKE Robert (Germania) R22
P RUSTU Recher (Turchia) R23
D PUYOL Carles (Spagna) R12
D MEHMET TOPAL (Turchia) R14
D HAKAN BALTA (Turchia) R15
C HITZLSPERGER Thomas (Germania) R16
C SEMAK Sergei (Russia) R17
C SEMSHOV Igor (Russia) R18
C MEHMET AURELIO Brito (Turchia) R19
A KAZIM KAZIM Richards (Turchia) R20
A GUIZA Daniel (Spagna) R21

- Queen, We Are The Champions -


Turchia è Europa

Giugno 26, 2008

Nell’Hyde Park Corner de Il Foglio.it il signor Giuliano Galassi di Dovera domanda:

Da quando la Turchia è in Europa? E cosa ci fa nel campionato di calcio Euro 2008? Ricordo che nelle carte geografiche è situata nell’area chiamata “Asia Minore”.

A parte il fatto che ad Ovest del Bosforo la Turchia è Europa. Domandiamoci che ci fanno Israele e Russia nel Uefa prima di eccepire rispetto alla partecipazione della Turchia ad Euro 2008.


Finale, primo giorno

Giugno 25, 2008

La premiata ditta Podolski-Schweinsteiger colpisce ancora. Lahm (gol e assist) e Sabri (assist) completano una serata da incorniciare. Oggi la seconda semifinale, Spagna-Russia. Occhi puntati sul Torres e Pavlyuchencko.

Fantaeuropei: Finale
Squadra: Antonio De Rose

– Titolari –
P LEHMANN Jens (Germania) R8
D CAPDEVILA Joan (Spagna) R5
D IGNASHEVICH Sergei (Russia) R4
D LAHM Philipp (Germania) R6
D SABRI SARIOGLU (Turchia) R7
C ALTINTOP Hamit (Turchia) R3
C SCHWEINSTEIGER Bastian (Germania) R2
C SILVA David Jimenez (Spagna) R1
A FERNANDO TORRES Jose Sanz (Spagna) R9
A PAVLYUCHENKO Roman (Russia) R11
A PODOLSKI Lukas (Germania) R10
– Riserve –
P ENKE Robert (Germania) R22
P RUSTU Recher (Turchia) R23

D PUYOL Carles (Spagna) R12
D MEHMET TOPAL (Turchia) R14
D HAKAN BALTA (Turchia) R15
C HITZLSPERGER Thomas (Germania) R16

C SEMAK Sergei (Russia) R17
C SEMSHOV Igor (Russia) R18
C MEHMET AURELIO Brito (Turchia) R19
A KAZIM KAZIM Richards (Turchia) R20

A GUIZA Daniel (Spagna) R21


Arancia Rossa, riunione di redazione tra il serio e il faceto

Giugno 25, 2008

Nicola ha scritto un pezzo sulla crisi della sinistra prendendo spunto da un congresso locale di Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo. E’ cominciato tra di noi uno scambio di battute tra il serio e il faceto.

***

Antonio - Caro Nicola, in un mondo “globalizzato e di libero mercato” la sinistra non deve tanto schierarsi a difesa dei consumatori, per quello ci sono l’Adusbef o l’Adicosnum. La sinistra deve avere una sua idea di stato e società, possibilmente alternativa a quella della destra. Come te ho avuto la sensazione che Sinistra Democratica questa idea non ce l’abbia a dispetto del riferimento esplicito al Socialismo Europeo. E’ vero, la società delle fabbriche non esiste più. Ma si torna a morire come mosche nei cantieri e alla terziarizzazione della nostra economia corrisponde una terribile flessione delle tutele sul lavoro che una volta era stabile e ben retribuito mentre oggi fa degli impiegati, dei ricercatori universitari (puoi chiedere a Francesca Romana se i loro assegni sono adeguati alle mansioni che svolgono, se è contenta) e dei lavoratori parasubordinati” le maestranze del terzo millennio. Ieri si chiamavano operai e agricoltori, si contrapponevano ai padroni delle fabbriche e dei fondi. Oggi si chiamano collaboratori coordinati, lavoratori a progetto, intermittenti, a chiamata, sono considerati alla pari, nell’economia del rapporto di lavoro, dei loro committenti con la conseguenza di un abbassamento del costo del lavoro e delle garanzie sociali. Per questo io penso che la parola d’ordine della sinistra non debba essere tanto “liberismo”, che persegue comunque la logica del profitto e non quella della più equa ripartizione della ricchezza, ma ancora una volta socialismo (o riformismo, revisionismo, liberalsocialismo, socialdemocrazia, laburismo, fai tu). Evidentemente la pensiamo in modo diverso. Mi scopro addirittura più a sinistra di te, ma non fa nulla. Per me puoi pubblicare il tuo contributo.

Nicola - Caro Antonio, se è vero che in difesa dei consumatori ci sono l’Adusbef e Adiconsum è anche vero che in difesa dei diritti di tutti i tipi di lavoratori ci sono decine e decine di sindacati. Non ho detto che la sinistra si deve mettere a controllare i prezzi, ho scritto che deve favorire la concorrenza attraverso riforme liberiste. Non è un discorso di destra, anzi. Questo libro è interessantissimo: “Il liberismo è di sinistra” di Alesina e Giavazzi. Forse anche tu lo hai letto. Dopodiché non ho neanche scritto che bisogna fottersene dei precari. Comunque non credo che il liberismo persegua la logica del profitto come fa ad esempio il capitalismo sfrenato e squilibrato. Il liberismo favorisce la concorrenza e quindi la meritocrazia, scoraggia i monopoli e stimola nuove idee (sempre se non vengono bloccate dalla mafia). tutto a vantaggio dei cittadini. Saluti.

Antonio - Caro Friederich von Hayek, non ho detto che tu hai detto che la sinistra si deve mettere a controllare i prezzi, nè che bisogna fottersene dei precari. Mi spiace contraddirti ma il liberismo è ancora più “sfrenato” del capitalismo che al potere pubblico, allo Stato, domanda protezione mentre il primo chiede l’abolizione di qualsiasi dazio, barriera, limitazione del libero mercato. Il tuo pensiero è esposto con grande chiarezza. Lo rispetto ma non lo condivido. Non è che dobbiamo essere sempre d’accordo. Registro che su questo tema ti attesti su posizioni moderate. Ti voglio bene lo stesso. Saluti, John Maynard Keynes

Nicola - Caro Hengels, è più di sinistra un capitalismo che chiede
protezione allo Stato o un liberismo che chiede l’abolizione delle barriere e dei dazi a favore della libera concorrenza affinché i cittadini siano più liberi di scegliere? Più che moderato mi riterrei pragmatico. Ma le porche in tutto ciò che fine hanno fatto? Saluti, Luca Toni

Antonio - Caro Adam Smith, non sono per il capitalismo che chiede protezione, sono per l’intervento pubblico a fini redistributivi, per recuperare il maggior numero di soggetti al libero gioco dell’economia. Le regole di questo gioco sono state falsate dalla globalizzazione (liberista), per questo c’è bisogno di più Stato. Nico’, se preferisci dico che sei pragmatico. Ma sei proprio moderato, un economista neoclassico. Io, invece, sono a favore di un’economia “sociale di mercato”. Le porche? Sono marxiste. Per rispondere alla tua mail stanno ripassando Il Capitale. Saluti.

Francesca Romana - Carissimi Gianni e Pinotto, io non ripeto il Capitale, semplicemente perchè per “ripetere” una cosa, bisognerebbe prima saperla! Non sono marxista, non ho la cultura politica che avete voi, quindi da povera ignorante dico solo che il capitalismo è ormai sulla via del tramonto, e le ripercussioni dei danni che lascia mi pare siano tangibili e sotto gli occhi di tutti. Saluti e baci, Bocconotti Cinzia

Antonio - Cara Bocconotti Cinzia, si fa per scherzare. So che non sei marxista come so che Nicola non è un economista neoclassico. Però forse sei più d’accordo con me che con Nic sul punto. Noi giochiamo a fare gli sicenziati della politica, ma tu sei sensibile a certi temi come ogni persona di sinistra e di buona cultura, indipendentemente dagli strumenti del sapere che ti sono più congeniali, quelli della scienza e della tecnina. Dal congresso di SD abbiamo tratto, anche se il livello del dibattito non era così elevato, elementi di riflessione che Nicola ha messo nero su bianco. La tua mail dobbiamo prenderla come un “Sì, pubblica”?. Ciao, Cinzia. Tuo Bombolo


Semifinali, quarto giorno… l’Italia non passa, io sì

Giugno 23, 2008

L’Italia è fuori. E se, da campioni del Mondo, non siamo in grado di imporre il nostro gioco ad avversari di livello, ma tutt’altro che irresistibili, forse è giusto così. Uscire ai calci di rigore è per conto mio peggio che essere sonoramente battuti nei tempi regolamentari, lo avrei preferito. Perchè ai rigori siamo arrivati difendendo ottimamente mentre gli avversari hanno tenuto il pallino del gioco senza affondare il colpo ferale. Quasi per inerzia. Sì, siamo andati vicini al colpaccio, anche loro, ma nessuno ha fatto tutto quello che poteva per vincere. Donadoni ha schierato le tre punte troppo tardi. Toni è stato lasciato solo come non era successo nelle precedenti gare in cui l’attaccante, sbagliando molto, il pallone almeno lo aveva visto. La Spagna ha giocato come sa, diffettando del cinismo che fa di una bella squadra una grande. Ora l’attende la Russia di Hiddink, battuta nel girone eliminatorio per 4-1. Gli iberici partono con i favori del pronostico. I sistemi di gioco delle due nazionali sono agli antipodi. Il possesso palla degli spagnoli contro il pressing e il gioco in verticale dei russi. Speriamo in un bello spettacolo.

Al fantacalcio dei comparucci ho conquistato la seconda finale consecutiva dopo quella nel mondiale. Me la gioco col cuginetto. Qui i tabellini delle semifinali. Ho battuto 2-1 Luigi che saluto.

FANTAEUROPEI
Squadra: ANTONIO D.
Giornata: Semifinali
Data e ora compilazione: 20/06/2008 9.54.15

— Titolari —
P VAN DER SAR Edwin (Olanda) [R: 10]
D BOSINGWA Jose (Portogallo) [R: 11]
D CAPDEVILA Joan (Spagna) [R: 3]
D MATHIJSEN Joris (Olanda) [R: 8]
D PAULO FERREIRA (Portogallo) [R: 6]
C CAMORANESI Mauro German (Italia) [R: 1]
C SCHWEINSTEIGER Bastian (Germania) [R: 9]
C SNEIJDER Wesley (Olanda) [R: 5]
A PODOLSKI Lukas (Germania) [R: 2]
A TONI Luca (Italia) [R: 7]
A VAN NISTELROOY Ruud (Olanda) [R: 4]
— Riserve —
P STEKELENBURG Maarten (Olanda) [R: 23]
P LEHMANN Jens (Germania) [R: 20]
D MIGUEL MONTEIRO Luis Brito (Portogallo) [R: 17]
D MEIRA Fernando (Portogallo) [R: 16]
D KOVAC Robert (Croazia) [R: 15]
D IGNASHEVICH Sergei (Russia) [R: 18]
C PETIT Armando (Portogallo) [R: 19]
C DE JONG Nigel (Olanda) [R: 12]
C ENGELAAR Orlando (Olanda) [R: 13]
C PRANJIC Dabijel (Croazia) [R: 14]
A DEL PIERO Alessandro (Italia) [R: 21]
A KLASNIC Ivan (Croazia) [R: 22]

- Bellini, Samba de Janeiro -